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lunedì 13 marzo 2017

MA SIAMO SICURI CHE LO SPORT FA BENE ?????? 2° PARTE

Nel mondo del Fitness/Wellness da 10 anni a questa parte si assiste ad un profondo cambiamento. Da una parte abbiamo dei grandi colossi commerciali e gruppi di investitori che aprono centri super tecnologici con servizi alla persona davvero notevoli. Bici e tappeti di ultima generazione, attrezzi ergonomici e molto eleganti, corsi collettivi "come se piovesse" e per finire zone termali estremamente confortevoli. L'unica cosa "poco confortevole" è il prezzo.
A queste strutture si contrappongono centri più modesti, spesso molto essenziali negli arredi. Spazi più angusti, attrezzatura minimale , il tutto inserito in un contesto ambientale che non è proprio l'immagine di pulizia e di ordine. Cosa c'è di positivo ? Il prezzo ovviamente. In alcuni casi sembra impossibile che si possa "uscire" con dei listini cosi bassi............
Queste due tipologie di centri, cosi diversi e lontani tra loro, hanno qualcosa in comune:
NELLE LORO SALE ATTREZZI, GLI ISTRUTTORI SONO ORAMAI  ESTINTI, E I POCHI RIMASTI SONO QUASI SEMPRE SOTTOPAGATI
Oggi più che mai, le persone si rivolgono alle palestre per motivi di salute, ma se le premesse sono quelle sopra citate non siamo proprio sulla buona strada.
Quando un cliente entra in sala attrezzi, indipendentemente dagli "acciacchi" che ha , gli viene proposto un programma di allenamento standard un programma che è uguale per tutti senza un minimo di personalizzazione senza preoccuparsi delle necessità e dei suoi  bisogni.
L'alternativa è quella di rivolgersi ad un PERSONAL TRAINER Secondo me è una figura importantissima a patto che.................................................................................................................
come back soon

martedì 24 maggio 2016

Centro Medico Santagostino in Report del 22 maggio 2016 -


E' SEMPRE UN PIACERE "METTERCI LA FACCIA"

martedì 23 febbraio 2016

MA SIAMO COSI SICURI CHE FARE SPORT FA BENE??????? PRIMA PARTE

Tutti siamo concordi che l'attivita motoria faccia bene al nostro corpo, lo dice il medico, lo sostiene lo specialista e se lo chiediamo al primo che incontriamo per strada ci dirà che è assolutamente vero.
A me però sorge un dubbio.......................................................................................................
Da dove nasce questo dubbio?
Troppo spesso incontro persone nel mio studio che si lamentano di disturbi di natura muscolo scheletrica, disturbi che sono comparsi, accentuati o  peggiorati nel momento in cui hanno iniziato a fare ginnastica.
Quindi la domanda sorge spontanea, MA SIAMO COSI SICURI CHE FARE SPORT FA BENE?.
Per uno come me che ha fatto l'ISEF che ha passato ore e ore sui campetti sportivi e nelle palestre è dura da digerire e da ammettere ma qualcosa nel sistema sport/attività fisica non và.
Qualcuno mi farà notare che qualsiasi attività sportiva condotta al limite, come lo sport agonistico, porta inevitabilmente il sistema muscolo scheletrico, e non solo, a un tale livello di stress che prima o poi il problema salta fuori, il dolore arriva inaspettato e la macchina si inceppa.
Certo, sono assolutamente d'accordo con voi, ma non è di questo che voglio parlare. Voglio porre l'attenzione a quelle migliaia di persone che fanno sport per hobbyes, che lo fanno per stare in forma. IN FORMA, APPUNTO!!!!!!
Personalmente ho qualche idea.......qualcuno vuole dirmi la sua? Vi aspetto

lunedì 23 novembre 2015

LAVORO E UFFICIO: QUALI I RISCHI PER L'APPARATO MUSCOLO SCHELETRICO. COSA INFLUENZA LA POSTURA E COME POSSIAMO AGIRE PER MIGLIORARLA

Questo è il titolo di un seminario che ho tenuto qualche giorno fa a Milano. Qui di seguito il commento e le riflessioni di un gentilissimo e attento partecipante che mi ha fatto recapitare il giorno successivo.........l'ho trovato bellissimo e lo condivido con voi:

......per chi come me che per quarant'anni è rimasto seduto ad una poltrona di fronte ad  un display, una tastiera, un mouse,, appoggiato sugli avambracci appena sotto i polsi, spostandoli qua e là per far cadere le dita sui tasti di quell'infame ordigno ove le lettere sono disposte secondo una tattica volta a rallentare la velocità della scrittura, figlia di una strategia nata ai tempi in cui lo scrivere dell'amanuense o del giovane di studio era un'arte rislante a Cicerone, ebbene, chi come me avesse ascoltato la conferenza del prof. ...........avrebbe apprezzato incommensurabilmente quella pratica ancor più antica di quel gran Rètore, che nell'arte medica si chiama Osteopatia.
Che fa l'Osteopata? Palpa i muscoli, i tessuti molli e le articolazioni, con tecniche di allungamento, pressione dolce e resistenza allo scopo di riabilitare e migliorare il fisico e, col fisico, la psiche stessa del paziente, perchè i due elementi ben sappiamo non essere separati, di modo che il miglioramento di stato dell'uno è un toccasana dell'altro.
L'Osteopatia, infatti, deriva da: osteon (osso, e qui abbiamo il corpo) e pathia (sofferenza e qui abbiamo l'elemento psichico) ed è una medicina alternativa volta al ripristino dello stato e  equilibrio generale del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere, attraverso specifiche tecniche di manipolazione.
Essa ricerca l'equilibrio funzionale, pertanto si ritiene che la salute vada ricercata in un'armoniosa integrazione di corpo e mente.
Si ponga mente ad esempio a come la depressione nevrotica porti a posture infelici e non confacenti al funzionamento di un organo: come quella delusione d'amore che ti fa chinare il capo. lagrimare, gocciolare il naso, sospirare, avanzare a testa bassa, piegare la schiena come per schivare il colpo inferto dal destino e ti riduci a camminare come un granchio per strada mentre l'insonnia notturna ti fa assumere posizioni abnormi, che rendono impossibile il vivere, di modo che hai due motivi di morire, il cuore infranto e la schiena a pezzi.
E' il momento allora , di ricorrere ad un trattamento osteopatico, evitando accuratamente chiromanti e fattucchieri che ti venderebbero un filtro d'amore fatto di erbe raccolte sul ciglio della strada frequentata da cani e polvere di pepe e zenzero macinata fine.
Il trattamento manipolativo osteopatico ti ridurrà il dolore da lombalgia, cervicalgia, dolori vertebrali, problemi posturali derivanti da scorrette posizioni lavorative o dalla gravidanza, cefalea ed emicrania, otiti, vertigini, sinusiti, asma; dolori mestruali e altre problematiche ancora fra le quali la stipsi e quella, dal cui esempio siam partiti, dal cuore infranto; per non dire dei traumi da sport e da scrivania, , quali la disfunzione al gomito del tennista che se non trattata da un osteopata, può alterare l'esecuzione del gesto tecnico e negli anni comportare sovraccarichi che si potranno manifestare anche in zone distanti dall'insorgenza del problema, comportando dolori alla spalla, come di cervicalgie e in altri distretti corporei.
Per non dire della sindrome del tunnel carpale, dipendente da un abuso di martellamento digitale sulla tastiera del p.c.  in concorso al cattivo uso dell'avambraccio sulla scrivania.
Avete inteso che fin qui ho io enfatizzato, in modo alquanto parossistico il tema avente in oggetto: "Lavoro e ufficio, quali i rischi per il sistema muscolo scheletrico" che con competenza, professionalità e ben altra affabulazione ha svolto il relatore Paolo Pezzali. Serata interessantissima, che ha visto l'uditorio attratto dall'argomento e avvinto dalla competenza e dalla affidabilità del relatore, si chiude tra gli applausi dei presenti.

Che dire grazie.........................

martedì 9 dicembre 2014

IL SUCCESSO DELL'INSUCCESSO

Sono passati ormai diversi anni da quando frequentavo la scuola di Osteopatia.
All'inizio del corso, dopo una prima fase di smarrimento da tradursi con: "..ma di cosa stanno parlando questi....?" ho cominciato a mettere insieme i tasselli e piano piano tutto ciò che mi era sembrato fumoso e vago, ha iniziato ad assumere chiarezza.
Dopo pochi seminari ho iniziato a mettere in pratica ciò che mi veniva insegnato, avevo le mie "cavie", utilizzate come tali per parecchio tempo, e cominciavo poco a poco a sentirmi invincibile.
Non avevo nemmeno percorso un terzo del cammino ma avevo già la sensazione di essere un OSTEOPATA.
Poco prima di terminare gli studi tutti i nostri docenti dicevano: "Ragazzi, adesso viene il bello, vedrete quanto dovrete studiare ancora"; "non penserete mica di essere arrivati, la strada è ancora lunga"
Adesso ne ho la certezza: è tutto vero, ma a quell'epoca....mi sentivo già un OSTEOPATA 
Avevo la sensazione di essere invincibile; mi sentivo il migliore OSTEOPATA; chiunque si rivolgesse a me doveva guarire perchè io ero "il migliore".
Dopo qualche tempo, ecco però palesarsi le prime delusioni professionali.

Alla classica domanda rivolta al paziente: "Buon giorno come sta?" sentirsi rispondere: "Guardi, il disturbo che avevo è ancora presente, non è cambiato nulla", non era per niente rassicurante; tutt'altro....

L'aurea di invincibilità cominciava a vacillare e l'ansia di aver fallito, prendeva possesso di me.

Inutile dirvi quante sere ho passato pensando ai miei pazienti che ancora non stavano bene; quante volte ho pensato alle tecniche che avevo utilizzato e quali avrei potuto utilizzare in alternativa.
Ho capito solo successivamente che in realtà dovevo imparare una cosa molto semplice: la GESTIONE DELL'INSUCCESSO.
Non è facile accettare una sconfitta ma è inevitabile doverla metabolizzare.

Il mio desiderio più grande, da sempre, è quello di far star bene i miei pazienti. Ho cominciato quindi a pensare di avvalermi delle conoscenze e dell'esperienza di tanti altri professionisti, colleghi Osteopati e non solo. Ho quindi iniziato a consigliare anche altri approcci terapeutici, in modo del tutto naturale e disinteressato.
L'onestà fa parte della mia natura ed altrettanto onestamente ho sempre spiegato ai miei pazienti ciò che facevo e quale era l'obiettivo che mi prefissavo. Tuttavia, se solo mi si palesava il minimo dubbio di insuccesso o inefficienza, consigliavo ai pazienti di lavorare su altri aspetti che forse potevano rivelarsi risolutivi.

La prima, naturale conseguenza di questo "consiglio" è che il paziente sparisca e non dia più notizie di sè per parecchio tempo.....Ma quasi sempre, a distanza di qualche mese/anno, lo stesso paziente ricompare in studio. E' tornato; ne immaginate il motivo? Sta bene!
Il consiglio fornitogli tempo addietro ha funzionato; i trattamenti osteopatici, seppur con un po' di ritardo, hanno dato i frutti sperati. Credo di poter sottolineare che il paziente ritorni perchè ha saputo apprezzare l'onestà con cui ho manifestato la mia insoddisfazione per l'insuccesso dei trattamenti ed ha saputo dare il giusto peso e valore ai miei suggerimenti. Che soddisfazione rivedere questi pazienti!

Ecco spiegato il SUCCESSO DELL'INSUCCESSO.
Con il passare del tempo ci si rende conto che molto probabilmente gli eventuali fallimenti di chi ti ha preceduto medico o terapista che sia, non siano dovuti ad incapacità o inettitudine. Semplicemente non si è trovata la strada giusta per risolvere il disagio del paziente.

Umiltà, rispetto dei colleghi ed onestà nei confronti dei pazienti che soffrono e chiedono aiuto: queste le parole chiavi per il proprio successo


Sento di poter dire che questi pazienti sono pochi, fortunatamente e che nella maggior parte dei casi l'approccio Osteopatico è altamente risolutivo ed efficace.
E poi non dimentichiamolo: effettivamente sono un bravo Osteopata!!

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