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mercoledì 5 febbraio 2014

OTITE MEDIA RECIDIVANTE E OSTEOPATIA



Vorrei porre alla vostra attenzione una problematica che affligge molti bambini 
ovvero l' OTITE MEDIA RECIDIVANTE. Vi riporto nell'allegato ciò che è stato
fatto in osteopatia, quello che è dimostrato anche a livello scientifico e
la sua reale efficacia. Personalmente seguo diversi bambini e i risultati
sono davvero confortanti, l'uso dell'antibiotico è diventato solo un
lontano ricordo. Come è ben sottolineato nell'articolo, i trattamenti
Osteopatici devono essere un aiuto, un supporto ai tradizionali metodi di cura.


L'aiuto osteopatico per l'Otite Media: lo dice una ricerca bibliografica
Mercoledì 7 Settembre 2011#11:13 | pubblicato da: La Redazione |
dallo studio di Teodorani Elvina, Corbelli Matteo e Mambelli Michela
CIO - Collegio Italiano di Osteopatia

L’otite media è una delle patologie che interessano maggiormente l’ambito pediatrico.
Uno studio condotto dagli osteopati del 
CIO HYPERLINK "http://www.tuttosteopatia.it/scuole-part-time/cio-collegio-italiano-di-osteopatia/"- Collegio Italiano di Osteopatia Teodorani Elvina, Corbelli Matteo e Mambelli Michela, e presentato lo scorso anno a Roma, nell'ambito del 2° Congresso Nazionale di Medicina Osteopatica, ha voluto ricercare in letteratura esperienze, studi e tecniche specifiche utilizzate nell’ambito di questa patologia da figure di riferimento  del  mondo osteopatico, come V. Frymann, Magoun, Sutherland, Galbreth, Carreiro.

Il quadro che si è delineato è di un ruolo importante del trattamento osteopatico, eseguito in alternativa o in associazione al trattamento medico tradizionale, che consente in alcuni casi una completa guarigione o comunque una diminuzione della frequenza e della durata degli episodi.

L’approccio medico tradizionale è stato sempre quello di un uso esclusivo di antibiotici ed antinfiammatori i cui risultati però non sono stati sempre soddisfacenti. Per queste ragioni nel corso degli anni sono stati tentati altri approcci, come ad esempio il trattamento osteopatico, che considera il soggetto nella sua globalità; per tanto non si limita al  trattamento  locale  della  zona  legata al sintomo ma ricerca la normalizzazione delle funzioni  fisiologiche  e  immunologiche  affinchè il corpo possa reagire alle successive aggressioni.
Dal lavoro di ricerca è emerso che grandi nomi del mondo osteopatico, da Fulford a Sutherland a Fryman, hanno dato un contributo importante allo studio dell'otite media del bambino, concordando sul fatto che alla base dell'infezione vi sia una difficoltà di drenaggio attraverso la tuba di Eustacchio, a causa di un mancato movimento di rotazione esterna dell'osso temporale.





Studi clinici sperimentali considerati nello studio

Studio di Kuchera M. D e Degenhardt BF, pubblicato sulla rivista JAOA nel giugno 2006 (leggi abstract), durato 21 mesi (da gennaio 1992 a settembre 1993) su 8 pazienti (5 maschi e 3 femmine) tra i 7 e i 35 mesi, trattati 3 volte ogni 15 giorni.
Risultati: al follow-up del primo anno 5 pazienti non avevano avuto ulteriori episodi di otite, 1 ha avuto un solo episodio associato ad infezione del tratto aereo superiore e solo 2 non hanno avuto nessun beneficio.

Studio della dott.ssa Carreiro pubblicato sulla rivista JAOA nel maggio 2010 (leggi abstract) su 18 bambini dai 18 mesi ai 5 anni con otite media con effusione, basato su tecniche osteopatiche legamentose e membranose finalizzate ad ottenere un buon drenaggio della tuba di Eustacchio, ha dato buoni risultati: 16 bambini non hanno avuto otiti nei 18 mesi successivi (4 di questi erano in cura farmacologica) e solo 2 non hanno avuto risposta al trattamento.
Studio della dott.ssa Carreiro e della dott.ssa Mills pubblicato su Arch Pediatr Adolesc Med. nel settembre 2003 (leggi abstract) e condotto tra febbraio 1999 e luglio 2001 su 57 pazienti tra i 6 mesi e i 6 anni con otite media ricorrente. I bambini sono stati divisi in un gruppo di controllo sottoposto esclusivamente alla cura farmacologica classica, e in un gruppo di intervento al quale fu sottoposto, oltre al trattamento farmacologico, anche il trattamento osteopatico con tecniche di rilasciamento miofasciale, tecniche membranose, legamentose e di strain-controstrain. 

Risultati: il gruppo di controllo ha ottenuto una media di 0,27 episodi di OAM al mese rispetto allo 0,19 del gruppo di intervento. Inoltre mentre nel gruppo di intervento c'è stata una media di 0,30 prescrizioni di antibiotici, in quello di controllo la media è stata dello 0,42. Sono stati sottoposti ad intervento chirurgico 8 pazienti del gruppo di controllo e 1 del gruppo di intervento.




mercoledì 20 novembre 2013

HEALTH SAFETY and WELLNESS WORKSHOP presso ENEL

Oggi ho partecipato come relatore a questo interessante workshop organizzato da ENEL.
Gli argomenti da me trattati sono stati:
SEDUTI ALLA SCRIVANIA - PREVENZIONE DEI DISTURBI MUSCOLO SCHELETRICI.

  1.  QUANTO INCIDONO SUI COSTI AZIENDALI E SANITARI LE PROBLEMATICHE MUSCOLO SCHELETRICHE E LE MALATTIE PROFESSIONALI
  2.  USO DEI FARMACI IN ITALIA
  3.  COSA SI INTENDE PER POSTURA E QUALI SONO I FATTORI CHE LA  INFLUENZANO
  4.  QUALI DISTRETTI MUSCOLO SCHELETRICI VENGONO PIU COLPITI E COME ADOTTARE FORME DI PREVENZIONE ATTRAVERSO ESERCIZI MIRATI.
Grande partecipazione e interesse per gli argomenti trattati, bellissima mattinata......

lunedì 22 aprile 2013

FAI SPORT ? ECCO ALCUNI SEMPLICI CONSIGLI PER UN ALLENAMENTO SICURO


Buongiorno,  oggi vi parlerò dell’importanza di un’attività fisica regolare per la salute dell’intero organismo e vi darò alcuni consigli per svolgerla al meglio, anche in ottica di prevenzione degli infortuni.
È risaputo, e molti studi scientifici lo dimostrano, che lo sport e l'attività fisica mantengono il nostro corpo in salute. Non importa di quale attività sportiva si tratti: ore passate in palestra, calcetto o altri sport divertenti. L'importante per tutti, a qualsiasi età, è fare movimento
Lo sport migliora la funzionalità del sistema cardio-circolatorio, cardio-respiratorio e muscolo scheletrico permette di tenere sotto controllo il peso e ne beneficia anche la mente. Purtroppo la nostra vita lavorativa ci porta a trascorrere molte ore seduti davanti a un pc e poi quando si torna a casa ci si siede sulla poltrona a guardare la tv. Queste posizioni statiche e mantenute per molte ore con il tempo causano una forte rigidità della colonna vertebrale in particolare del tratto di colonna cervicale e lombare. Le nostre curve fisiologiche si modificano e questo predispone alla comparsa di tutti quei sintomi che chiamiamo comunemente cervicalgia e lombalgia. La sedentarietà porta anche ad una quasi totale inattività della muscolatura in particolare degli arti inferiori e della colonna e quindi con il tempo le nostre strutture muscolari portanti perdono la loro efficacia e non sono piu in grado di sostenere la nostra struttura corporea.

La frequenza delle sedute di allenamento, a mio parere, dovrebbe essere non inferiore alle due volte a settimana e praticate il più costantemente possibile.

È di fondamentale importanza allenarsi perché questo migliora il rendimento del nostro motore, che deve funzionare molto bene sia che lo utilizzi per andare a 100 k/h che  a 200k/h.

Se ipotizziamo un allenamento della durata di 1h, i primi 10 minuti devono essere dedicati al riscaldamento, i successivi 40 minuti hanno lo scopo di esercitare il nostro corpo e gli ultimi 10 min dedicati al defaticamento che deve prevedere una parte di stretching che serve a ripristinare il giusto tono muscolare dopo lo sforzo. Quindi l'allungamento può essere fatto nella prima fase ma assolutamente non può mancare nella fase finale. Lo stretching può essere fatto in modi diversi ma quello più semplice che consiglio a tutti è quello di mantenere la posizione di allungamento per 30"/1' attendere il rilasciamento muscolare e poi eventualmente proseguire con un ulteriore allungamento. Non bisogna mai sentire male durante l'esecuzione di questi esercizi ma al massimo un po' di fastidio e tensione.

A seconda dello sport che pratico, dovrò prevedere il potenziamento del mio motore, per cui potrò fare un lavoro di tipo aerobico, bassa intensità per tempi lunghi, oppure un lavoro  anaerobica, alta intensità per tempi più brevi.

Lo sport può anche nuocere alla salute. Se non ci prepariamo adeguatamente, sottoponiamo il nostro corpo a uno stress eccessivo e quindi rischiamo di fare danni alcune volte anche irreparabili. Prepararsi adeguatamente vuol dire si allenarsi ma anche condurre una vita senza eccessi. Ridurre drasticamente l'assunzione di alcol alimentarsi in modo sano e eliminare il fumo potrebbero esseri i primi passi in questa direzione.


OSTEOPATIA E SPORT


Negli ultimi anni il numero di chi pratica attività fisica è aumentato considerevolmente e questo oltre a essere fonte di benessere ha portato con se anche un gran numero di infortuni e traumi.

Ogni sport ha infatti delle caratteristiche proprie e i distretti articolari coinvolti sono differenti.
Nel jogging e nel calcio abbiamo continui e ripetuti traumi che dagli arti inferiori si ripercuotono al bacino e quindi alla  colonna. Importante quindi è assicurare una buona mobilita degli arti inferiori e la giusta tensione muscolare sugli arti inferiori in modo da evitare anomale sollecitazioni delle inserzioni tendinee

Nel ciclismo la posizione in sella e la lunga durata della competizione sovraccaricano la colonna e tendono a fargli perdere mobilita. Importante a questo punto fare un lavoro di scarico della colonna attraverso allungamento della stessa e ripristino della corretta mobilita.

Nel nuoto, benché ci sia meno carico a livello scheletrico per via del fatto che in acqua pesiamo meno, alcune articolazioni come quelle degli arti superiori sono notevolmente sollecitate. Il trattamento dovrà favorire il mantenimento di una buona mobilità dell'articolazione  scapolo omerale, della colonna dorsale e non da ultimo la colonna cervicale.

Per quanto riguarda l'attività sportiva praticata in palestra, l'attenzione deve essere massima in quanto si utilizzano dei sovraccarichi che se non gestiti in modo corretto possono causare problematiche al sistema muscolo scheletrico. La priorità sarà quella di allungare i principali distretti muscolari coinvolti nell'allenamento e mantenere una colonna vertebrale quanto piu flessibile per adeguarsi ai sovraccarichi.

Quindi ogni atleta, professionista ma anche semplice amatore, dovrebbe sottoporsi periodicamente a controlli così da migliorare e far funzionare la  "macchina corpo"

Il recupero dello sportivo ê sempre stato organizzato dallo staff medico e fisioterapico.
Oggi è possibile e oramai indispensabile affidarsi anche all’osteopata. L'osteopatia è una scienza terapeutica naturale che tratta varie patologie e problematiche muscolo-scheletriche attraverso la terapia manuale, allo scopo di riportare una situazione non fisiologica entro un livello di normalità.
L'osteopata ormai da qualche anno è diventato parte integrante dell'organigramma sanitario di moltissime società sportive, sia di livello professionistico e non professionistico.

Lo scopo del trattamento osteopatico nello sportivo è quello di riequilibrare il suo corpo sottoposto a notevoli sollecitazioni con una azione curativa e preventiva.

A livello preventivo l'apporto osteopatico è di fondamentale importanza in quanto è in grado di intercettare schemi corporei disfunzionali che possono facilitare un trauma o sollecitare solo alcuni distretti corporei e quindi procurare forme di infiammazioni croniche come tendiniti.


A livello curativo, l'Osteopatia è l'approccio elettivo per il ripristino della mobilita eventualmente persa. In ambito sportivo infatti è di fondamentale importanza il mantenimento di una buona mobilita di ogni articolazione corporea, che permette di compiere nel miglior modo possibile il gesto sportivo, di avere un ottima coordinazione, di risparmiare energia e quindi si è in grado di ottimizzare le prestazioni.

Anche nel post gara/allenamento l'intervento osteopatico è di fondamentale importanza. Se migliora l'ergonomia e la postura si eliminano gli adattamenti inevitabili durante il gesto sportivo. Attraverso alcune tecniche si è in grado di velocizzare il rientro all'attività migliorando notevolmente il recupero